mercoledì 18 marzo 2015

La Biodanza vista dai partecipanti ai gruppi

Nel 2009 l'Associazione Italiana dei Facilitatori di Biodanza (BiodanzaItalia) commissionò ad un ente terzo una ricerca su una serie di differenti tematiche relative sia ai facilitatori che ai partecipanti ai gruppi di Biodanza. All'interno della ricerca si svolse un Focus Group tra gli allievi al fine di valutare in maniera approfondita il vissuto dei partecipanti circa il proprio modo di definire la Biodanza, la presenza di eventuali cambiamenti di vita come conseguenza della pratica della Biodanza e le cause di tali cambiamenti.
Il report dei risultati della ricerca è materiale di proprietà dell'Associazione da utilizzare come strumento di sviluppo delle competenze professionali dei propri soci e al momento non pubblicabile all'esterno. Ritengo comunque che possa essere interessante per tutti gli addetti ai lavori e all'utenza fare una brevissima sintesi e alcune riflessioni sugli esiti di questa parte di ricerca.

Gli aspetti caratterizzanti della Biodanza che rimangono vivi nella percezione di chi l'ha praticata sono quelli legati alla libertà (essere se stessi e liberi dal giudizio degli altri partecipanti), allo scambio affettivo (sperimentare la  capacità di donarsi all'altro senza aspettarsi nulla in cambio), la possibilità di esprimersi in tante modalità differenti come non accade nella vita di tutti i giorni, la possibilità di recuperare uno stile di vita salutare, un luogo dove poter condividere aspetti intimi di se stessi, una disciplina dalle tante sfaccettature (ludica, pedagogica, terapeutica) dove ognuno può prendere ciò di cui ha bisogno, un luogo di scoperta di aspetti di se spesso sconosciuti o ignorati dove incontrare le proprie potenzialità e limiti e infine un luogo dove guardarsi e sostenersi vicendevolmente.

I cambiamenti principali percepiti dai partecipanti ai gruppi di Biodanza sono quelli inerenti la relazione con se stessi e con il proprio corpo mentre i principali effetti percepiti sono quelli di poter valorizzare al meglio le proprie risorse nella vita di tutti i giorni, una maggior libertà di essere se stessi percependosi anche meno bloccati nell'espressione delle proprie emozioni con gli altri, il recupero di una visione più positiva del mondo e della propria esperienza di vita, una maggior sicurezza nei propri mezzi, e un maggior coraggio nell'affrontare le sfide di tutti i giorni.

Ciò che secondo i partecipanti rende possibile questi cambiamenti sono la qualità della relazione  che avviene all'interno del gruppo (molto spesso differente da quella nella vita di tutti i giorni), il senso di appartenenza ad un gruppo che porta al centro il benessere e la qualità della vita, l'assenza di giudizio e la riscoperta del contatto fisico e affettivo come luogo di qualificazione di se stessi e fonte di autostima.


Riccardo Cazzulo

martedì 20 gennaio 2015

Sesto Forum di Biodanza Sociale e Clinica

Segnalo a tutti gli amanti della Biodanza e a coloro che sono sensibili a queste tematiche il Sesto Forum di Biodanza Sociale e Clinica che si terrà a Vicenza dal 27 febbraio 1 marzo 2015.
Un contesto ricco di conferenza, laboratori, workshops e momenti ludici.
Anche io sarò presente tra i relatori con una conferenza sulle correlazioni tra la Psicologia Positiva e il Sistema Biodanza.
Di seguito tutti i riferimenti



LA FELICITA' E' UN VALORE SOCIALE
27-28 febbraio-1 marzo 2015
Vergilius Spa Resort
Via Carpaneda 5 36051 Creazzo (Vi) www.vergilius.it
 
LA SCIENZA DELL'EMPATIA
Corpo, Emozioni e relazioni per la nuova arte della salute
 
NETWORK EUROPEO IN RETE:
FORUM INTERREGIONALE DI BIODANZA
JORNADAS DE BIODANZA CLINICA
 
IN COLLABORAZIONE CON:
FORMA MENTIS - POTENZA
SCUOLA DI BIODANZA DELLA PUGLIA
SCUOLA DI BIODANZA DEL PIEMONTE-TORINO
CENTRO REDES SCUOLA DI BIODANZA ALICANTE Y BARCELONA
SCUOLA DI BIODANZA ZARAGOZA
SCUOLA DI BIODANZA HISPANICA DI MADRID
SCUOLA DI BIODANZA AL ANDALUS DI MALAGA
SCUOLA DI BIODANZA DI SIVIGLIA
SCUOLA DI BIODANZA DI FRIBURGO
 
 
6°Forum Internazionale Biodanza Sociale e clinica
La felicità è un valore sociale
 
Direzione Scientifica: dr. Giovanna Benatti
Comitato Scientifico: Stefano La Mela*Luisa Benatti*Lucia Presentini*dr.Roberta Rosa
Andrea Spolaor*Claudia Corsini*Angelo Palfrader*Tiziana Coda Zabet
 
PREFORUM: GIOVEDI' 26/2 (10-19) -VENERDI' 27/2 (10-13)
SEMINARIO CON MYRIAM SOFIA LOPEZ (Dirett.Fondazione Colombiana
Sc.Biodanza di Bogotà)
"Danza e trance: elementi di guarigione. Principi basici di etnomedicina"
LE PRIME TRENTA ISCRIZIONI AL VALORE SCONTATO DI 50 EURO!!
(Partecipazione a numero chiuso. Costi 150 euro/ 95 euro per gli iscritti Forum)
 
Il sistema Biodanza, una pedagogia sociale per la qualità della vita e della cura 

*Tre giornate di workshop con interventi teorico-pratici per divulgare la spendibilità sociale del Sistema Biodanza
Lectio Magistralis
Laboratori
Vivencias
Conferenze
Lezioni pratiche nelle aree di:Integrazione sociale (progetti civici per l’integrazione e l’espressione di fasce specifiche della comunità umana, come terza e quarta età,immigrati, rom, progetti di Biodanza nelle carceri, 
difesa dei diritti umani)
Educazione Biocentrica (progetti di Biodanza per le famiglie/per la prevenzione e negli interventi contro la violenza intradomestica/nella scuola: progetti per l’educazione primaria e secondaria)
Educazione Biocentrica/clinica (progetti di Biodanza per l’integrazione di bambini, adolescenti e giovani immigrati/Biodanza per la prevenzione del disagio minorile in quartieri a rischio)
Biodanza clinica (progetti di Biodanza con persone con disagio psichico medio e grave, disabilità, disturbi del comportamento e disturbi neurologici/Biodanza per la riabilitazione della tossicodipendenza e dell’alcolismo/disturbi alimentari/nei progetti sociali per la prevenzione e la riduzione dello stress)
Biodanza per gli operatori sociali (progetti di riduzione della sindrome di Burn out negli operatori sociali/Biodanza nelle imprese
per la qualità relazionale volta agli obiettivi comuni)
*Interventi dei più qualificati docenti ed esperti di Biodanza sociale provenienti da: 
Italia, Brasile, Argentina, Chile, Colombia,Regno Unito, Francia, Svizzera, Belgio e Spagna
*Interventi e lezioni di: psichiatri e psicoterapeuti/esponenti del mondo accademico e dell’amministrazione pubblica
*Spazi espositivi con documentari audio/video e mostre da tutto il mondo
*Spazio arte

Questo Forum si ripropone per la sesta volta come un appuntamento importante, come uno spazio aperto e interattivo rivolto a tutti i facilitatori e i praticanti di Biodanza interessati e coinvolti ad un maggior apporto del Sistema Biodanza nella struttura della nostre comunità.
Intende proseguire ed amplificare un dibattito fertile e costruttivo sulla maggiore incidenza della straordinaria pedagogia sociale insita nel Principio Biocentrico ed offrire strumenti teorici e pratici per portare con più efficacia questo modello nelle istituzioni, nelle città e tra i cittadini.
Questo spazio rappresenta una somma dei risultati di oltre quindici anni di lavoro sociale e clinico con Biodanza promosso dal Centro Gaja Scuola di Biodanza di Vicenza e si rivolge come un appello per creare una Rete mondiale di Biodanza capace di riaffermare il valore sociale della felicità

Venerdì 27 febbraio arrivi previsti dalle ore 12 alle ore 16
Lectio magistralis e conferenza di apertura del Forum ore 16

Sabato 28 febbraio  9/21
Domenica 1 marzo 9/17

Costi di partecipazione
Iscrizione ENTRO il 30 NOVEMBRE EURO 250,00
Iscrizione DAL 1° DICEMBRE EURO 300,00
Iscrizione DAL 1°GENNAIO EURO 350,00 
La quota di iscrizione comprende tutti i laboratori, le sessioni pratiche e teoriche e workshop attivati all’interno del Forum e la pensione completa con sistemazione in camera doppia e tripla (supplemento camera singola euro 20 al giorno) da venerdì 28 febbraio  a domenica 2 marzo.
Location: Hotel Spa Vergilius, comodo agli aeroporti di Venezia e Verona e al casello autostradale di Vicenza ovest. Visita il sito del Vergilius Businnes resort 
www.vergilius.it

SCONTO 10% SULL'ISCRIZIONE UNICA DI GRUPPI DI ALMENO 5 PERSONE
SCONTO 10% ISCRITTI BIODANZA ITALIA
SCONTO 10% ISCRITTI SCUOLE DI FORMAZIONE BIODANZA
A tutti gli iscritti sarà rilasciato un attestato di partecipazione
La prenotazione si effettua tramite il bonifico dell’importo alle seguenti coordinate bancarie: Centro Gaja Banco Popolare di Vicenza Iban IT05W0503411807000000001711
Swift Code/Bic (per bonifici dall'estero: BAPPIT21D18)
La prenotazione si intende effettiva al momento dell’iscrizione tramite bonifico e invio mail di scheda di iscrizione; per nessun motivo la disdetta può essere considerata condizione di restituzione della somma versata, ma può essere eventualmente trasferita al nominativo di un altro iscritto.

A breve il programma dettagliato su: www.centrogaja.it
e su: www.biodanzaitalia.it
 www.biodanzaweb.com
Info e iscrizioni Infoline Gaja +39 0444 569702 +39 338 8992362
bio_gaja@aliceposta.it

********************************************************
SCUOLA DI BIODANZA “ROLANDO TORO” VICENZA
CENTRO GAJA
Centro Gaja Associazione di promozione sociale Direzione generale: Luisa Benatti
Scuola di Biodanza Vicenza Direttore: Giovanna Benatti
Collegio Docenti: Lucia Presentini Roberta Rosa
Coordinamento Progetti sociali e clinici europei: Roberta Rosa
Operatore Responsabile Biodanza clinica e sociale: Stefano La Mela

giovedì 8 gennaio 2015

The China Study (Progetto Cina) - Lo studio più completo sull'alimentazione

Il Progetto Cina (The China Study)  è uno studio epidemiologico tra i più vasti mai compiuti al mondo e un'indagine sul rapporto tra alimentazione, condizioni ambientali, tradizioni sociali e malattie mai intrapresa in Cina, definito dal New York Times « il Grand Prix dell'epidemiologia».



COLIN CAMPBELL

Originario del Nord Virginia, da oltre quarant’anni il dottor T. Colin Campbell è un pioniere della ricerca sull’alimentazione
Professore di “Nutritional Biochemistry” alla Cornell University, lo studioso americano ha all’attivo una lunga carriera nell’ambito della ricerca scientifica, avendo lavorato per vent’anni nelle Commissioni della National Academy of Science e collaborato alla stesura e allo sviluppo di politiche nazionali e internazionali sulla nutrizione e la salute.
Esperto di alimentazione, ha cominciato i suoi studi in questo campo oltre 50 anni fa. Fu proprio nel corso delle sue ricerche che Campbell decise di mettere in discussione il ruolo dell’alimentazione e in particolare delle proteine animali nello sviluppo di malattie come il cancro e di studiare i dettagli biochimici della formazione delle patologie più diffuse. 
Una scelta controcorrente che avrebbe rischiato di esporlo a critiche, malgrado le sue ipotesi dal punto di vista della metodologia avessero superato il test di “buona scienza”. Quel progetto, durato ventisette anni, finì per essere sovvenzionato dal National Institutes of Health,  dall’American Cancer Society e dall’American Institute for Cancer Research.

Il documentario in italiano


  

sabato 29 novembre 2014

SALUTOGENESI. Non solo prevenire ma anche promuovere la salute

Alla base dell’azione sostenuta dalla Biodanza su individui e comunità e della prospettiva scientifica che prende il nome di Psicologia Positiva, possiamo identificare un approccio denominato salutogenesi  che coincide con un insieme di riflessioni e azioni rivolte non tanto alle cause dell’insorgenza di malattie quanto piuttosto allo studio della fonte della salute fisica, psichica e spirituale.

L’approccio salutogenico è stato concettualizzato dal sociologo della salute Aaron Antonovsky (1923-1994) il quale avendo avuto incarico dal governo israeliano di valutare lo stato di salute delle persone anziane ne stabilì dei criteri di misurazione sia fisici sia psichici. In particolare Antonovsky si soffermò sull’osservazione dell’adattamento alla menopausa da parte di donne facenti parte di differenti etnie e tra queste anche di quelle sopravissute ai campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Le osservazioni evidenziarono che queste ultime non solo erano riuscite ad adattarsi in modo coraggioso al dramma subito in tempo di guerra ma, allo stesso modo, riuscirono ad adattarsi nel proseguimento della propria vita in forma migliore anche ad altri ambienti stressanti, esse infatti erano a quel momento in un migliore stato di salute psicofisica evidenziando una spiccata capacità nel ricreare la propria vita.

Da queste evidenze le principali domande che Antonovsky si pose, furono:
Perché alcuni individui rimangono in buona salute e altri si ammalano entrando in contatto con le stesse esperienze in condizioni avverse?
Perché gli agenti stressanti non sono sempre patogeni? Quali sono i fattori che mantengono le persone sane e quelli che fanno muovere le persone verso il polo della salute piuttosto che verso quello della malattia?

Le conseguenti risposte lo guidarono verso l’idea dell’esistenza e dell’azione di fattori generativi di salute che sarebbero dovuto essere indagati allo stesso modo in cui l’approccio patogenico indaga le cause e l’evoluzione delle malattie.
E’ importante rilevare che l’approccio salutogenico non corrisponde al rovescio della medaglia di quello patogenico dove l’interesse è rivolto all’insorgenza, alla cura e alla prevenzione della malattia. Nell’approccio salutogenico, partendo dall’assunto che tutte le persone sono in parte sane e contemporaneamente in parte malate, si cerca di individuare come un individuo possa diventare più sano o meno malato.
Antonosvsky propone un modello, dove è rappresentato un continuum tra salute e malattia all’interno del quale ogni individuo si può collocare in un determinato momento con la possibilità di attivare risorse ed opportunità per favorire lo spostamento verso il polo della salute.

Salute   Malattia

Partendo quindi proprio dall’etimologia del termine gli obiettivi primari della salutogenesi sono di individuare l’origine della salute, comprendere come si crea e come può essere rinforzata.
Il focus è quindi rivolto non alle cause della malattia ma a quelle della salute. Si tratta di un nuovo paradigma che prende le distanze da quello riduzionistico tradizionale che è sintetizzabile nella definizione di terapia ancor oggi presente sull’enciclopedia Treccani in termini di: “studio e attuazione concreta dei mezzi e dei metodi per combattere le malattie”. Questo nuovo paradigma è riconducibile piuttosto alla definizione di salute che già dal 1948 si legge sulla costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):
“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o d’infermità. Il possesso del massimo stato di salute che è capace di raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano”.

Antonovsky scoprì che non è l’agente patogeno in se stesso che crea la malattia, ma piuttosto è il modo in cui questo si contrappone alle Risorse Generali di Resistenza  che attua la differenza. Si tratta di un coping positivo nei confronti dei fattori di stress presenti in ogni esperienza di vita, che le persone o le comunità sono in grado di attuare.   
Da queste basi Antonovsky fa quindi riferimento al costrutto del senso di coerenza dato dall’orientamento generale verso il mondo e verso il proprio futuro su tre dimensioni: cognitiva (comprensione della realtà circostante), motivazionale (elaborazione del proprio orizzonte di vita) e comportamentale (capacità di plasmare le difficoltà).
Il senso di coerenza è il fattore che permette di reagire agli agenti di stress che possono essere percepiti come sfide verso le quali attivare le proprie risorse di resistenza.
Oltre al costrutto Sense of Coherence Antonovsky elaborò, infatti, quello di General Resistance Resources (GRRs) che si riferisce "alla proprietà di una persona o di una collettività di attuare un coping positivo rispetto ai fattori di stress innati nell’esistenza umana” (Antonovsky, 1987).

Le ricerche di Antonovsky sono alla base di molteplici investigazioni successive da parte di altri autori e della nascita di concetti molto importanti al fine della promozione della salute come locus of control, resilienza, coping, autoefficacia, hardiness, flourishing e ottimismo appreso.  Tali ricerche hanno rappresentato il primo tentativo importante per sviluppare un modello teorico che prenda le distanze dai concetti di patologia e prevenzione della malattia distinguendo, di fatto, la prevenzione dalla promozione della salute.
“La prevenzione s’impegna a prevenire eventi patogenici, evitando comportamenti a rischio, mentre la promozione si occupa invece di favorire quegli elementi che possono migliorare ulteriormente la salute e il benessere a tutti i livelli” (M. Bertini, 1988).
Partendo da queste concettualizzazioni si va verso l’approccio salutogenico esteso che prende in considerazione oltre alle risorse interne anche quelle esterne delle persone costituite dalle potenzialità economiche, sociali, culturali e ambientali nell’ambito dell’ambiente di riferimento.

Riccardo Cazzulo

Riferimenti bibliografici:

Antonovsky, A. (1987).  Unraveling The Mystery of Health - How People Manage Stress and Stay Well, San Francisco: Jossey-Bass Publishers.

Bertini, M. (1988). Psicologia e salute. Roma: La Nuova Italia Scientifica.

Simonelli, I. & Simonelli, F. (2010). Atlante concettuale della salutogenesi. Modelli e teorie di riferimento per generare salute. Milano: FrancoAngeli Edizioni.


Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.





lunedì 10 novembre 2014

Connessioni tra Psicologia Positiva e Biodanza (2)

Dopo aver trattato in un precedente post le possibili connessioni esistenti tra la Psicologia Positiva e il Sistema Biodanza con una focalizzazione rivolta prevalentemente alla Psicologia Positiva vedrò ora di affrontare lo stesso tema spostando il punto di osservazione dalla parte della Biodanza. 

Secondo una definizione  tecnica la Biodanza è un sistema di integrazione umana, di rinnovamento organico, di rieducazione affettiva  e di riapprendimento delle funzioni originarie della vita.  
La sua metodologia consiste nell’indurre esperienze integranti attraverso la musica, il movimento
e situazioni di incontro di gruppo.
La metodologia della Biodanza si articola sull’integrazione tra musica, movimento e vivencia. Questi tre elementi formano una Gestalt in senso stretto, cioè un ‘insieme organizzato’ le cui componenti sono inseparabili, poiché la funzionalità dell’insieme richiede la partecipazione simultanea di ciascuna di esse. 
La coerenza delle relazioni tra musica, movimento ed esperienza-vivencia assicura l’efficacia del metodo.

La musica è un linguaggio universale e in Biodanza ha la funzione essenziale di evocare vivencia. Le musiche utilizzate passano attraverso uno studio dei loro contenuti emozionali, prima di essere incorporate al Sistema Biodanza, finalizzato alla valutazione degli effetti organici che promuovono e del tipo di vivencia che evocano.
I movimenti naturali dell’essere umano (camminare, saltare, stiracchiarsi…), i gesti connessi ai cosiddetti ‘riti sociativi’ (dare la mano, abbracciare, cullare, accarezzare…) e i gesti archetipici costituiscono i modelli naturali su cui vengono impostati gli esercizi di Biodanza. Tali gesti e movimenti, se realizzati con una musica che intensifichi la cenestesia stimolata dalle categorie motorie in atto, divengono danze all’interno della concezione originaria della danza come movimento di vita.  
La vivencia è l’esperienza vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente, che coinvolge la cenestesia, le funzioni viscerali ed emozionali.

Le ricerche documentano (1) (2) come la Biodanza si dimostri uno strumento efficace anche in termini di benessere percepito, di riduzione dello stress e di autoefficacia percepita con la conseguente ricaduta sul benessere individuale
Come la psicologia positiva mette al centro del suo intervento elementi come la gioia di vivere, la felicità, l’ottimismo, il funzionamento ottimale dell’individuo e l’espressione di emozioni positive al fine del mantenimento di un buon grado di salute.

AZIONE SULLA PARTE SANA DELL’INDIVIDUO
Fin dalle prime applicazioni del nascente Sistema Biodanza, negli anni Sessanta e Settanta, Toro rivolge il suo interesse verso un intervento riconducibile all’approccio salutogenico e a quelli di prevenzione e promozione della salute collocandosi in una posizione pionieristica a riguardo.  
Toro definiva questo approccio come azione sulla parte sana dell’individuo
“Gli abbozzi di creatività dell’individuo, ciò che rimane del suo entusiasmo, le sue occulte capacità espressive, la sua repressa necessità di affetto, la sua sincerità, è mossa da una sorta di volontà di luce per illuminare l’insistente tenebra: se è possibile far crescere la parte luminosa di un ammalato, la parte oscura, rappresentata dai sintomi, tende a ridursi” (Rolando Toro)


ROLANDO TORO CONTAGIATORE DI EMOZIONI POSITIVE
il 19 luglio 2011, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che “La ricerca della felicità è un diritto delle persone”, esortando gli Stati a ricercare misure volte a integrare questo diritto nelle loro politiche pubbliche.
A partire da questo desiderio globale un gran numero di istituzioni il 26 e 27 maggio 2012 organizzarono un incontro sul tema” IL CILE CHE SI PRENDE CURA DI SE” al fine di condividere idee e azioni riguardanti relazioni sane e felicità. Alcune tra le suddette organizzazioni furono: “Healthy UC Università Cattolica del Cile”, Pontificia Università Cattolica del Cile, Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Pubblica Istruzione, la Società cilena di Psichiatria, Neurologia e Neurochirurgia, la Società di Pediatria del Cile, la società cilena di Psicologia Clinica, e altre, al fine di ringraziare persone e istituzioni che agiscono in questa direzione suddividendole in sei categorie:

1) Relazioni sane
2) Gesti di generosità
3) Contagiatori di emozioni positive
4) La spiritualità e il senso della vita
5) Contributo per lo sviluppo tecnico e di ricerca
6) Contributo internazionale.

Con questa motivazione Rolando Toro fu ricordato nella sezione "contagiatori di emozioni positive":
Considerando il grande contributo di Rolando Toro al nostro mondo, in particolare nella categoria Contagiatori di emozioni positive, dal momento che grazie all’esperienza di Biodanza molti cileni hanno cominciato a essere persone più felici, che contagiano con la loro felicità altre persone e trasformano questo paese in un posto migliore in cui vivere, vogliamo ringraziare pubblicamente Rolando Toro per il suo contributo nella costruzione di relazioni sane e migliori per la qualità della vita in Cile.

Riccardo Cazzulo

Riferimenti bibliografici e sitogafici:

Toro, R. (2000). Biodanza. Como: red edizioni.
www.biodanzaitalia.it


La prima parte dell'aricolo>>


Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.



lunedì 3 novembre 2014

Scopi della Psicologia Positiva


Gli scopi della psicologia positiva possono essere definiti in questi termini: "catalizzare una modificazione dell'interesse centrale della psicologia, spostandolo dalla preoccupazione di porre rimedio agli aspetti peggiori della vita alla costruzione anche di qualità positive" (Seligman, & Csikszentmihalyi, 2000), 
Secondo Seligman e Csikszentmihalyi questi obbiettivi possono essere raggiunti attraverso l'intervento articolato su più livelli, in particolare::
  • sviluppare una concezione della buona vita che si fondi su evidenze empiriche ma che sia allo stesso tempo comprensibile e attrattiva
  • mettere in evidenza i comportamenti e gli interventi che possano favorire il benessere, lo sviluppo positivo dell'individuo e la prosperità della società
  • individuare quali tipologie di famiglie incoraggino uno sviluppo ottimale dei bambini, quali ambienti di lavoro permettano un'esperienza soddisfacente ai propri lavoratori, quali tipologie di politiche favoriscano un alto impegno sociale  e infine attraverso quali strategie si possano raggiungere stili di vita gratificanti per un'esistenza degna di essere vissuta.
Al momento si contano due associazioni internazionali di psicologia positiva: la International Positive Psycology Association (IPPA) e lo European Network of Positive Psychology (ENPP) ed anche una a livello nazionale: la Società Italiana di Psicologia Positiva (SIPP), sono inoltre già molti i programmi di formazione post-laurea che si stanno diffondendo all'estero e anche in Italia.
La psicologia positiva non è peraltro nuova a questo tipo di obiettivi ed interventi, in precedenza già Carl Rogers  nel’ambito della psicologia umanistica definì il benessere come il “funzionamento ottimale”, e Antonovsky coniò il termine salutogenesi riferendosi al benessere nella sua accezione più ampia e all’individuazione di quei fattori che favoriscano uno stato di salute a trecentosessanta gradi determinato dalle qualità positive presenti ne l’individuo a livello cognitivo, emotivo e comportamentale.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito già da tempo la salute come qualcosa di più della mera assenza di malattia definendola come una serie di funzionamenti positivi a livello fisico, psicologico e sociale sposando il modello biopsicosociale di Engel e focalizzando l’attenzione principalmente sul concetto di prevenzione  piuttosto che su quello di cura.

Riccardo Cazzulo


Riferimenti bibliografici:
Seligman, M.E.P. & Csikszentmihalyi, M. (2000). Positive psychology. American Psychologist, 55, 5-14.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.