mercoledì 20 maggio 2015

Convegno - La Biodanza come complemento alle professioni di aiuto


Sabato 30 maggio 2015 - Firenze, Azienda Sanitaria Firenze, Via di Torregalli 3, 50143 - Aula Muntoni.
Moderatore: Paolo Campi

Ore 09.00: Registrazione partecipanti

Ore 09.30: Saluti da parte di:
• Direttore Sanitario di Presidio: Simone Naldini
• Presidente SIPNEI Toscana: Franco Cracolici
• Presidente BiodanzaItalia: Angelo Palfrader

Ore 09.45: Angelo Palfrader e Silvia Latini: “Corso per Infermieri Coordinatori, Ospedale San Giovanni di Dio a Firenze: “Comunicazione e relazione efficace per agire la funzione di leader”. Perché il Corso non ha avuto seguito nonostante gli ottimi risultati?”

Ore 10.15: Mario Rebecchi, Marina Rossi e Annalisa Risoli: “Esperienze di Biodanza in Strutture Socio-Sanitarie”

Ore 10.45: Valkiria Bolinelli e Martina Eccher: “Biodanza per over 80: animazione o rinforzo della PNEI?”

Ore 11.15: Discussione

Ore 11.25: Pausa caffè

Ore 11.55: Francesco Bottaccioli: “Percezione del proprio corpo, della propria età e salute alla luce della Psiconeuroendocrinoimmunologia”.

Ore 12.35: Licia Contaldi: "Miglioramenti dei partecipanti al gruppo principianti settimanale di Biodanza nell'area psicologica, relazionale ed emotiva e miglioramenti riscontrati nei sogni e nei disturbi del sonno".

Ore 12.55: Discussione

Ore 13.05: Pausa pranzo

Moderatore: Nino Calabrese

Ore 14.30: Patrizia Barassi e Donatella Consoli: “Dalla comunicazione etica alla comunicazione empatica – Esperienza di un progetto formativo per l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania”

Ore 15.00: Sandra Salmaso: “Scopri il mio Talento” – Progetto d’inclusione sociale del disabile nella Scuola e potenziamento delle autonomie. Sviluppo delle potenzialità espressive ed affettive dell’adolescente con il metodo Biodanza”.

Ore 15.20: Laura Basso e Cristina Santinon: "Biodanza: una possibilità di nutrimento per persone con disabilità"

Ore 15.50: Maria Gabriella Donnini e Silvana Repetti: “In punta di piedi tra le coterapie…”
Ore 16.20: Discussione

Ore 16.30: Pausa

Ore 17.00: Vivencia condotta dai Consiglieri di BiodanzaItalia

Evento Accreditato Sicool (www.sicool.it): con la partecipazione saranno assegnati 7 crediti.
Comitato Scientifico e Organizzatore:
BiodanzaItalia:
• Angelo Palfrader
• Maria Di Stefano
• Viviana Zavaglia
• Katia Mazzola
• Nino Calabrese
SIPNEI:
Paolo Campi
Per informazioni e iscrizioni fare bonifico e spedire scheda di iscrizione (entro il 20 maggio):
• segreteria@biodanza.it
• paopaocampi@gmail.com
• 3495079309

GestoAiuto




martedì 28 aprile 2015

Le origini della danza

Una sessione di Biodanza, secondo il suo creatore Rolando Toro, è fondata su "esercizi specifici ispirati al significato primordiale della danza, strutturati a partire da gesti naturali dell'essere umano e finalizzati ad attivare le potenzialità affettive che ci connettono a noi stessi, al simile e all'universo".
Per recuperare il significato primordiale della danza a cui si riferisce Toro può essere interessante attingere alle principali fonti che trattano dell'origine della danza.

Origini della danza
Moltissimi anni fa un uomo primitivo colpì con un'arma rudimentale un animale e lo uccise dopo che lo inseguiva da molte ore e tra mille difficoltà. Adesso poteva nutrirsi e coprirsi con le pelli della bestia. Era talmente contento che si mise a spiccare salti attorno al cadavere, probabilmente emettendo anche grida e grugniti. Questi movimenti, queste espressioni di gioia fisicizzate, trasmesse al corpo, furono l’inizio della danza.
L'uomo aveva dapprima  il suo nucleo familiare, poi fece parte di un clan, di una tribù, di un villaggio. Le sue reazioni erano tuttavia strettamente individuali. Saltava di gioia se vinceva una gara con la bestia, si strappava i capelli se gli moriva un figlio, si nascondeva di fronte alla violenza della natura, onorava il sole che favoriva la sua esistenza. Nei tempi le sue reazioni divennero una sorta di codice di comportamento e nella comunità vennero automaticamente codificate in quanto espressione vitale di più persone.
Tornando all'uomo che balla intorno alla preda uccisa tirando in aria clave e mazze per la gioia, al ritorno al suo nucleo familiare mostra le bistecche alla donna ed ai figli, che magari da molti giorni si
nutrivano di sole radici ed avanzi di cattivo gusto, questi a loro volta iniziano a saltare di gioia. Ecco così l'origine del ballo d'assieme.
Ragionando per estensione, questo ballo di festa diventa collettivo quando gli uomini tornano dalla caccia, quando il raccolto garantisce un buon inverno, quando la primavera rinasce. Allora tutta la gente del clan, della tribù,  del villaggio si riunisce ed esprime se stessa nei confronti della festa. Lo stesso accade per le sventure e le morti. Le percussioni scandiscono il ritmo della danza, che é essa stessa percussiva all'inizio. Si battono i piedi sulla terra, si battono le mani, si muove il corpo secondo ispirazione. Tutto é  nato spontaneamente: così come é spontaneo oggi il balletto del  calciatore che ha appena segnato un goal.
Questo “quadretto”, prendendo lo spunto da “La danza ed il balletto” di Mario Pasi, mi sembra   fotografi in maniera perfetta come la danza, intesa nel suo significato più antico, rappresenti l’espressione di emozioni e sentimenti profondi che si manifestano attraverso in movimento intriso di espressività, presenza e significato viscerale senza confini. 

Prime Testimonianze
Secondo Curt Sachs nella sua Storia della Danza le uniche testimonianze  sull'origine della danza sono quelle  che ci giungono attraverso le pitture trovate nelle rocce  all’interno di caverne, frutto dell’uomo paleolitico quando migliaia di anni fa viveva sul territorio di quella che è oggi la Francia.
Tali testimonianze sono rare e solo poche di esse permettono un’interpretazione sicura; il motivo della carenza di tali rappresentazioni è dovuto soprattutto al fatto che il pittore paleolitico creava quasi esclusivamente immagini votive allo scopo di ottenere degli effetti magici, pertanto la danza di per se stessa era sufficiente ad ottenere lo stesso risultato senza bisogno di doverla disegnare.
A questo punto le informazioni sull’origine della danza sarebbero molto poche se non potessimo avvalerci delle notizie, viceversa molto ricche, relative alla danza che i popoli primitivi della nostra epoca ci procurano. Ogni civiltà della preistoria europea trova infatti un suo esatto parallelo tra i popoli primitivi contemporanei.
Sia che le informazioni ci giungano dal periodo paleolitico o neolitico, dall’età del bronzo o del ferro, quasi sempre troveremo riscontro in qualche popolazione primitiva dei nostri giorni che ancora deve raggiungere uno stadio culturale evoluto. Quasi sempre si può dedurre il passato dal presente, quello che in Europa è seppellito sotto strati di suolo si può ritrovare in popoli di altri continenti come se il tempo si fosse fermato di migliaia e migliaia di anni.

L’uomo della preistoria non è in grado di dare una spiegazione logica, legata al processo di causa ed effetto, a ciò che succede intorno a lui.  Pertanto ritiene che siano forze misteriose e spiriti a causare la nascita o la morte,  il sole o la pioggia, la malattia, la  fame e tutti gli altri processi vitali, quindi se riuscirà a domarli con  azioni magiche questi potranno  manifestarsi o scomparire a suo piacimento.
La magia può avere luogo solo in uno stato di estasi dove l’uomo primitivo trascende divinamente  la realtà quotidiana  fino a ritrovarsi in  uno spazio dove l’io si è dissolto nell’infinito; tale stato di estasi lo fa diventare padrone della forza degli spiriti e potrà quindi operare sugli eventi della vita.

“ Essere invasato, trasfigurarsi, valicare i confini dell’umano  trasformandosi in bestie o in dio, è possibile all’uomo solo quando si trova in uno stato di ebbrezza. Soltanto nell’ebbrezza si sciolgono i
legami con la vita quotidiana allorché una forte emozione – gioia o tristezza, amore o collera o paura – prende il sopravvento, sicchè la volontà e il pensiero si spengono e il corpo, sfuggendo al loro dominio, esagera i movimenti abituali o li ordina nel ritmo della danza.”

Ogni volta che danziamo diamo origine ad uno stato di estasi sia quando danziamo con la persona che amiamo, sia quando giochiamo o festeggiamo qualche evento. Ciò accade in maniera maggiore all’uomo primitivo il quale non condizionato dalla cultura, perciò libero nell’esprimersi, risponde agli stimoli esterni in maniera violenta, brutale e incontrollata nello stesso modo in cui ai giorni nostri viene riferito da viaggiatori  presso tribù primitive di indigeni, questi spesso  raccontano di danze forsennate fino al punto di entrare in uno stato  di convulsione, totale tremolio, occhi rovesciati e svenimenti.

“Questi danzatori sono invasati nel senso proprio del termine: non solo vi è una diminuita attività della coscienza, ma uno spirito, un diavolo, un dio si è impossessato del loro corpo ed ha modificato la loro personalità. E’ così che uomini primitivi diventano demoni e gli appartenenti a sette cristiane come i Chlysry e i Mlokany in Russia si sentono transumanati in Cristo.”

“ In altri casi l’annullamento della volontà e del pensiero prende l’apparenza di uno stato ipnotico di trance; gli occhi allora si chiudono, le membra si rilassano e la più accesa frenesia lascia il posto ad una calma e a un distacco solenni”

Riccardo Cazzulo

Riferimenti bibliografici

Pasi M. (1993). La danza e il balletto. Milano: Editoriale Jaca Books s.p.a.

Sachs C. (1966). Storia della danza. Milano: Il Saggiatore.



mercoledì 1 aprile 2015

Il muro


Quanti mattoni ha questo muro?
un mattone lo metto quando non ascolto
uno quando non vedo
uno quando chiudo il cuore
e poi uno per
il pregiudizio
per il controllo
e per la discriminazione….

Con i mattoni
dell’ideologia
l’abitudine
il dogma
l’ortodossia
la politica
la razza
l’ho anche un po’ abbellito
innalzando una bella colonna sulla parte destra

Ma ho il gusto per l’estetica
e voglio anche un bell’arco sovrapposto…
arroganza
invidia
gelosia e perfezione
dovrebbero bastare

e sul lato sinistro?
relativismo
paura
pesantezza
diffidenza
chiusura
apatia
…un architetto coi fiocchi!

ora al centro
un bell’affresco…
competizione, dipendenza, apparenza e dovere…
che artista!
Naturalmente niente porte ne ponticelli
stonerebbero assai

Infine però mi accorgo di non superare mai il mio limite,
continuo ad utilizzare materiali scadenti
e dopo poche ore
quest’opera maestosa crolla sempre
…mi ritrovo allo scoperto
vulnerabile
senza pareti a proteggermi
ed in quell’attimo
gioisco nell’essere
povero e libero come un ventenne

                                       Riccardo C

mercoledì 18 marzo 2015

La Biodanza vista dai partecipanti ai gruppi

Nel 2009 l'Associazione Italiana dei Facilitatori di Biodanza (BiodanzaItalia) commissionò ad un ente terzo una ricerca su una serie di differenti tematiche relative sia ai facilitatori che ai partecipanti ai gruppi di Biodanza. All'interno della ricerca si svolse un Focus Group tra gli allievi al fine di valutare in maniera approfondita il vissuto dei partecipanti circa il proprio modo di definire la Biodanza, la presenza di eventuali cambiamenti di vita come conseguenza della pratica della Biodanza e le cause di tali cambiamenti.
Il report dei risultati della ricerca è materiale di proprietà dell'Associazione da utilizzare come strumento di sviluppo delle competenze professionali dei propri soci e al momento non pubblicabile all'esterno. Ritengo comunque che possa essere interessante per tutti gli addetti ai lavori e all'utenza fare una brevissima sintesi e alcune riflessioni sugli esiti di questa parte di ricerca.

Gli aspetti caratterizzanti della Biodanza che rimangono vivi nella percezione di chi l'ha praticata sono quelli legati alla libertà (essere se stessi e liberi dal giudizio degli altri partecipanti), allo scambio affettivo (sperimentare la  capacità di donarsi all'altro senza aspettarsi nulla in cambio), la possibilità di esprimersi in tante modalità differenti come non accade nella vita di tutti i giorni, la possibilità di recuperare uno stile di vita salutare, un luogo dove poter condividere aspetti intimi di se stessi, una disciplina dalle tante sfaccettature (ludica, pedagogica, terapeutica) dove ognuno può prendere ciò di cui ha bisogno, un luogo di scoperta di aspetti di se spesso sconosciuti o ignorati dove incontrare le proprie potenzialità e limiti e infine un luogo dove guardarsi e sostenersi vicendevolmente.

I cambiamenti principali percepiti dai partecipanti ai gruppi di Biodanza sono quelli inerenti la relazione con se stessi e con il proprio corpo mentre i principali effetti percepiti sono quelli di poter valorizzare al meglio le proprie risorse nella vita di tutti i giorni, una maggior libertà di essere se stessi percependosi anche meno bloccati nell'espressione delle proprie emozioni con gli altri, il recupero di una visione più positiva del mondo e della propria esperienza di vita, una maggior sicurezza nei propri mezzi, e un maggior coraggio nell'affrontare le sfide di tutti i giorni.

Ciò che secondo i partecipanti rende possibile questi cambiamenti sono la qualità della relazione  che avviene all'interno del gruppo (molto spesso differente da quella nella vita di tutti i giorni), il senso di appartenenza ad un gruppo che porta al centro il benessere e la qualità della vita, l'assenza di giudizio e la riscoperta del contatto fisico e affettivo come luogo di qualificazione di se stessi e fonte di autostima.


Riccardo Cazzulo

martedì 20 gennaio 2015

Sesto Forum di Biodanza Sociale e Clinica

Segnalo a tutti gli amanti della Biodanza e a coloro che sono sensibili a queste tematiche il Sesto Forum di Biodanza Sociale e Clinica che si terrà a Vicenza dal 27 febbraio 1 marzo 2015.
Un contesto ricco di conferenza, laboratori, workshops e momenti ludici.
Anche io sarò presente tra i relatori con una conferenza sulle correlazioni tra la Psicologia Positiva e il Sistema Biodanza.
Di seguito tutti i riferimenti



LA FELICITA' E' UN VALORE SOCIALE
27-28 febbraio-1 marzo 2015
Vergilius Spa Resort
Via Carpaneda 5 36051 Creazzo (Vi) www.vergilius.it
 
LA SCIENZA DELL'EMPATIA
Corpo, Emozioni e relazioni per la nuova arte della salute
 
NETWORK EUROPEO IN RETE:
FORUM INTERREGIONALE DI BIODANZA
JORNADAS DE BIODANZA CLINICA
 
IN COLLABORAZIONE CON:
FORMA MENTIS - POTENZA
SCUOLA DI BIODANZA DELLA PUGLIA
SCUOLA DI BIODANZA DEL PIEMONTE-TORINO
CENTRO REDES SCUOLA DI BIODANZA ALICANTE Y BARCELONA
SCUOLA DI BIODANZA ZARAGOZA
SCUOLA DI BIODANZA HISPANICA DI MADRID
SCUOLA DI BIODANZA AL ANDALUS DI MALAGA
SCUOLA DI BIODANZA DI SIVIGLIA
SCUOLA DI BIODANZA DI FRIBURGO
 
 
6°Forum Internazionale Biodanza Sociale e clinica
La felicità è un valore sociale
 
Direzione Scientifica: dr. Giovanna Benatti
Comitato Scientifico: Stefano La Mela*Luisa Benatti*Lucia Presentini*dr.Roberta Rosa
Andrea Spolaor*Claudia Corsini*Angelo Palfrader*Tiziana Coda Zabet
 
PREFORUM: GIOVEDI' 26/2 (10-19) -VENERDI' 27/2 (10-13)
SEMINARIO CON MYRIAM SOFIA LOPEZ (Dirett.Fondazione Colombiana
Sc.Biodanza di Bogotà)
"Danza e trance: elementi di guarigione. Principi basici di etnomedicina"
LE PRIME TRENTA ISCRIZIONI AL VALORE SCONTATO DI 50 EURO!!
(Partecipazione a numero chiuso. Costi 150 euro/ 95 euro per gli iscritti Forum)
 
Il sistema Biodanza, una pedagogia sociale per la qualità della vita e della cura 

*Tre giornate di workshop con interventi teorico-pratici per divulgare la spendibilità sociale del Sistema Biodanza
Lectio Magistralis
Laboratori
Vivencias
Conferenze
Lezioni pratiche nelle aree di:Integrazione sociale (progetti civici per l’integrazione e l’espressione di fasce specifiche della comunità umana, come terza e quarta età,immigrati, rom, progetti di Biodanza nelle carceri, 
difesa dei diritti umani)
Educazione Biocentrica (progetti di Biodanza per le famiglie/per la prevenzione e negli interventi contro la violenza intradomestica/nella scuola: progetti per l’educazione primaria e secondaria)
Educazione Biocentrica/clinica (progetti di Biodanza per l’integrazione di bambini, adolescenti e giovani immigrati/Biodanza per la prevenzione del disagio minorile in quartieri a rischio)
Biodanza clinica (progetti di Biodanza con persone con disagio psichico medio e grave, disabilità, disturbi del comportamento e disturbi neurologici/Biodanza per la riabilitazione della tossicodipendenza e dell’alcolismo/disturbi alimentari/nei progetti sociali per la prevenzione e la riduzione dello stress)
Biodanza per gli operatori sociali (progetti di riduzione della sindrome di Burn out negli operatori sociali/Biodanza nelle imprese
per la qualità relazionale volta agli obiettivi comuni)
*Interventi dei più qualificati docenti ed esperti di Biodanza sociale provenienti da: 
Italia, Brasile, Argentina, Chile, Colombia,Regno Unito, Francia, Svizzera, Belgio e Spagna
*Interventi e lezioni di: psichiatri e psicoterapeuti/esponenti del mondo accademico e dell’amministrazione pubblica
*Spazi espositivi con documentari audio/video e mostre da tutto il mondo
*Spazio arte

Questo Forum si ripropone per la sesta volta come un appuntamento importante, come uno spazio aperto e interattivo rivolto a tutti i facilitatori e i praticanti di Biodanza interessati e coinvolti ad un maggior apporto del Sistema Biodanza nella struttura della nostre comunità.
Intende proseguire ed amplificare un dibattito fertile e costruttivo sulla maggiore incidenza della straordinaria pedagogia sociale insita nel Principio Biocentrico ed offrire strumenti teorici e pratici per portare con più efficacia questo modello nelle istituzioni, nelle città e tra i cittadini.
Questo spazio rappresenta una somma dei risultati di oltre quindici anni di lavoro sociale e clinico con Biodanza promosso dal Centro Gaja Scuola di Biodanza di Vicenza e si rivolge come un appello per creare una Rete mondiale di Biodanza capace di riaffermare il valore sociale della felicità

Venerdì 27 febbraio arrivi previsti dalle ore 12 alle ore 16
Lectio magistralis e conferenza di apertura del Forum ore 16

Sabato 28 febbraio  9/21
Domenica 1 marzo 9/17

Costi di partecipazione
Iscrizione ENTRO il 30 NOVEMBRE EURO 250,00
Iscrizione DAL 1° DICEMBRE EURO 300,00
Iscrizione DAL 1°GENNAIO EURO 350,00 
La quota di iscrizione comprende tutti i laboratori, le sessioni pratiche e teoriche e workshop attivati all’interno del Forum e la pensione completa con sistemazione in camera doppia e tripla (supplemento camera singola euro 20 al giorno) da venerdì 28 febbraio  a domenica 2 marzo.
Location: Hotel Spa Vergilius, comodo agli aeroporti di Venezia e Verona e al casello autostradale di Vicenza ovest. Visita il sito del Vergilius Businnes resort 
www.vergilius.it

SCONTO 10% SULL'ISCRIZIONE UNICA DI GRUPPI DI ALMENO 5 PERSONE
SCONTO 10% ISCRITTI BIODANZA ITALIA
SCONTO 10% ISCRITTI SCUOLE DI FORMAZIONE BIODANZA
A tutti gli iscritti sarà rilasciato un attestato di partecipazione
La prenotazione si effettua tramite il bonifico dell’importo alle seguenti coordinate bancarie: Centro Gaja Banco Popolare di Vicenza Iban IT05W0503411807000000001711
Swift Code/Bic (per bonifici dall'estero: BAPPIT21D18)
La prenotazione si intende effettiva al momento dell’iscrizione tramite bonifico e invio mail di scheda di iscrizione; per nessun motivo la disdetta può essere considerata condizione di restituzione della somma versata, ma può essere eventualmente trasferita al nominativo di un altro iscritto.

A breve il programma dettagliato su: www.centrogaja.it
e su: www.biodanzaitalia.it
 www.biodanzaweb.com
Info e iscrizioni Infoline Gaja +39 0444 569702 +39 338 8992362
bio_gaja@aliceposta.it

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SCUOLA DI BIODANZA “ROLANDO TORO” VICENZA
CENTRO GAJA
Centro Gaja Associazione di promozione sociale Direzione generale: Luisa Benatti
Scuola di Biodanza Vicenza Direttore: Giovanna Benatti
Collegio Docenti: Lucia Presentini Roberta Rosa
Coordinamento Progetti sociali e clinici europei: Roberta Rosa
Operatore Responsabile Biodanza clinica e sociale: Stefano La Mela

giovedì 8 gennaio 2015

The China Study (Progetto Cina) - Lo studio più completo sull'alimentazione

Il Progetto Cina (The China Study)  è uno studio epidemiologico tra i più vasti mai compiuti al mondo e un'indagine sul rapporto tra alimentazione, condizioni ambientali, tradizioni sociali e malattie mai intrapresa in Cina, definito dal New York Times « il Grand Prix dell'epidemiologia».



COLIN CAMPBELL

Originario del Nord Virginia, da oltre quarant’anni il dottor T. Colin Campbell è un pioniere della ricerca sull’alimentazione
Professore di “Nutritional Biochemistry” alla Cornell University, lo studioso americano ha all’attivo una lunga carriera nell’ambito della ricerca scientifica, avendo lavorato per vent’anni nelle Commissioni della National Academy of Science e collaborato alla stesura e allo sviluppo di politiche nazionali e internazionali sulla nutrizione e la salute.
Esperto di alimentazione, ha cominciato i suoi studi in questo campo oltre 50 anni fa. Fu proprio nel corso delle sue ricerche che Campbell decise di mettere in discussione il ruolo dell’alimentazione e in particolare delle proteine animali nello sviluppo di malattie come il cancro e di studiare i dettagli biochimici della formazione delle patologie più diffuse. 
Una scelta controcorrente che avrebbe rischiato di esporlo a critiche, malgrado le sue ipotesi dal punto di vista della metodologia avessero superato il test di “buona scienza”. Quel progetto, durato ventisette anni, finì per essere sovvenzionato dal National Institutes of Health,  dall’American Cancer Society e dall’American Institute for Cancer Research.

Il documentario in italiano