sabato 25 ottobre 2014

Convegno di Biodanza in ambito sanitario a Pisa


Secondo Convegno di Biodanza in Ambito Sanitario 
Dal curare al prendersi cura
 Pisa, sabato 1 Novembre 2014
(dalle ore 9,00 alle ore 13,00)


Organizzazione a cura dell'Associazione il cerchio della vita www.ilcerchiodellavita.it

Questo convegno propone e illustra l’applicazione del metodo Biodanza Sistema Rolando Toro ai professionisti della salute, medici, infermieri, e agli operatori socio sanitari allo scopo di migliorare la qualità della loro vita lavorativa.

La partecipazione al Convegno è Gratuita.






domenica 21 settembre 2014

Il Desiderio - Jacques Lacan


Quello relativo al desiderio è un tema forte nella proposta di Biodanza che Rolando Toro strutturò in maniera magistrale all'interno del percorso esperienziale denominato "L'albero dei desideri".
Le radici sono indubbiamente rintracciabili nella figura e nel pensiero del grande filosofo e psicanalista Jacques Lacan, autore di non facile lettura. 
In questo video Massimo Recalcati riesce a sintetizzare e divulgare con la chiarezza e la competenza che lo contraddistinguono la visione di Lacan sul tema del desiderio.



“Sapere quello che vogliamo dalla e nella vita fa parte del processo d’espressione della nostra identità. Se desideriamo qualcosa con passione e intensità, ci convertiamo nel nostro desiderio; quando amiamo, siamo noi stessi l’amore”.
Rolando Toro



giovedì 18 settembre 2014

Connessioni tra Psicologia Positiva e Biodanza (1)

Sono entrato in contatto per la prima volta con la psicologia positiva nel autunno del 2010 durante il Festival della Scienza che si tiene tutti gli anni a Genova. Durante quella edizione il tema trainante del festival prendeva il nome di Orizzonti. Dopo una prima lettura del programma fui attratto dalla tavola rotonda dal titolo: Psicologia positiva, il nuovo orizzonte. Imparare la felicità? I relatori erano Luigi Anolli, Gian Vittorio Caprara e Chiara Ruini, la moderatrice Antonella Delle Fave, a questo  link l'abstract che si trovava sul programma del festival che ancora oggi conservo.

Il motivo principale del mio interesse per questa tematica era dovuto al fatto che occupandomi da parecchi anni di attività di gruppo rivolte al benessere attraverso l'utilizzo di Biodanza Sistema Rolando Toro avevo colto delle notevoli affinità tra gli scopi di questo sistema e quelli della psicologia positiva. Alcuni temi portanti della Biodanza risultano infatti essere il benessere, le relazioni positive con gli altri, lo sviluppo dei potenziali positivi degli individui, l'espressione di emozioni positive, la gioia di vivere e la felicità.

Successivamente durante il mio corso di laurea in psicologia ho approfondito lo studio di queste tematiche  che ho poi trattato nella mia tesi di laurea "Il Sistema Biodanza tra Psicologia di Comunità e Psicologia della Salute".

La psicologia positiva, formalizzatasi sul finire degli anni ’90, è una prospettiva scientifica molto recente che sta attualmente vivendo la propria fase di sviluppo e che rivolge il proprio interesse al benessere e alla realizzazione degli individui e della collettività piuttosto che ai loro problemi e alle loro sofferenze.
Da alcuni decenni ormai anche le discipline scientifiche come la psicologia, la sociologia e l’economia  hanno iniziato ad interessarsi sempre più dei temi relativi alla qualità della vita e al benessere. Grazie soprattutto a l’accrescimento delle risorse economiche e alla conseguente esigenza di soddisfacimento di bisogni di livello superiore una serie di nuovi valori sono entrati a far parte della vita delle persone. Sia i ricercatori che la popolazione in genere hanno iniziato ad interessarsi in maniera concreta a questioni relative a salute, benessere, partecipazione e qualità della vita e agli aspetti psicologici collegati.
Questo scenario ha favorito la nascita e lo sviluppo della psicologia positiva con lo scopo di favorire un cambiamento nella psicologia “in modo che, accanto allo studio di come riparare al peggio nella vita ci sia spazio anche per tutto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta: una scienza e una professione per comprendere e costruire quei fattori che permettono agli individui, alle comunità e alle società di fiorire e raggiungere un funzionamento ottimale” (Colombo & Goldwurm, 2010).

Secondo i principali esponenti della disciplina le aree di studio interessate risultano essere principalmente tre:
  • Le emozioni positive nelle quali viene inclusa anche la felicità
  • I tratti positivi: potenzialità, virtù e abilità, comprese quelle atletiche
  • Le istituzioni positive come la democrazia, la famiglia e la libertà di informazione.
Queste tre aree si influenzano a vicenda visto che le istituzioni positive supportano i tratti positivi che a loro volta sostengono le emozioni positive sia nei momenti di benessere che in quelli di crisi.
La psicologia positiva non vuole essere un nuovo movimento e neppure un nuovo paradigma, si tratta di una nuova prospettiva di studio e analisi del comportamento umano.
La nascita della psicologia positiva è stata ufficializzata da un numero monografico di  American Psychologist del gennaio 2000, successivamente anche in Italia sono stati pubblicati numerosi articoli sulla rivista Psicologia della Salute.
Interessanti risultano essere alcune considerazioni di Delle Fave relative agli aspetti geografici della disciplina: “La scotomizzazione del positivo nel panorama psicologico internazionale è peraltro strettamente connessa alla caratterizzazione occidentale della disciplina. In altri contesti culturali non si è mai posto il problema di distinguere tra psicologia e psicologia positiva, essenzialmente perché non si è mai coltivata una visione negativa e patologica dell’uomo e della sua realtà sociale. Al contrario, la psicologia occidentale non ha mai studiato in modo sistematico le caratteristiche degli individui soddisfatti e delle comunità fiorenti; gli psicologi hanno solo una conoscenza frammentaria di ciò che renda la vita meritevole di essere vissuta e di come si possano sviluppare a livello ottimale le potenzialità individuali e collettive” (Delle Fave in Colombo & Goldwurm, 2010). 

Il percorso formativo dell'insegnante (facilitatore) di Biodanza prevede dei moduli dove vengono approfonditi i cosiddetti "Aspetti psicologici di Biodanza" che in buona parte si basano sulle ricerche  e teorie psicologiche tradizionali.
Il mio impegno in questi ultimi anni è stato, e sarà, quello di continuare a studiare ed esplorare i temi della Psicologia Positiva mettendoli in relazione alla metodologia del Sistema Biodanza al fine di comprendere sempre meglio come facilitare condizioni di maggior benessere nei partecipanti.
L'imminente apertura della nuova Scuola Biodanza Liguria sarà senz'altro uno dei luoghi deputati all'approfondimento e condivisione di questo innovativo approccio scientifico.


Riferimenti bibliografici:

Colombo, G., & Goldwurm, G. F. (a cura di). (2010). Psicologia positiva. Gardolo (TN): Erickson


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martedì 29 luglio 2014

La complessità delle emozioni tra biologia e cultura

Negli ultimi decenni  lo studio delle emozioni ha riscontrato un notevole sviluppo ed un interesse da parte di studiosi e ricercatori provenienti da numerosi ambiti disciplinari come la psicologia, le neuroscienze e l'antropologia culturale.

In questo vasto ambito di ricerca numerosissime sono le teorie che si sono succedute e contrapposte al punto che ancora oggi non esiste una definizione univoca per il termine "emozione".

Una definizione che più di tutte sintetizza questo ampio e variegato universo può essere questa: Le  emozioni sono una sintesi fra specifici programmi genetici già precostituiti alla nascita e le esperienze culturali e soggettive avute dall'individuo.

In questo schema sono evidenziate le principali teorie scientifiche relative alle emozioni che si sono succedute nel tempo


(clicca sull'immagine per ingrandire)

Come si vede si tratta di un ambito molto complesso e dibattuto  dove frequentemente alcune teorie si contrappongono ad altre in maniera netta e in altri casi si avvicinano tra loro in cerca di una sintesi.
Per elencare in maniera schematica le più importanti si possono distinguere una serie di emozioni primarie che sono:

  • Gioia, Felicità e Amore (a valenza positiva)
  • Rabbia, Tristezza, Paura e Disgusto (a valenza negativa)

Esistono poi delle emozioni complesse che si manifestano come dei veri e propri agglomerati, le principali sono:

  • Gelosia (Collera + Paura)
  • Vergogna (Paura + Rabbia)
  • Imbarazzo (Paura + Gioia)
  • Colpa (Rabbia verso se stessi)
  • Nostalgia (Tristezza + Piacevolezza)

Alla base della ricerca che si è sviluppata nel tempo esiste l'eterno dibattito tra "innato e appreso" sintetizzato al meglio nella precedente definizione e schematizzato di seguito

(clicca sull'immagine per ingrandire)

Riccardo Cazzulo


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giovedì 10 luglio 2014

Che cos'è la Biodanza? Video

Un video recentissimo proveniente dal V Congresso Europeo di Biodanza in Portogallo 3-6 luglio 2014.
Per chi si chiede cosa è la Biodanza queste immagini poetiche narrano quello che accade durante un grande meeting...
Grazie a chi ha preparato questo bel video.


venerdì 27 giugno 2014

Studi sperimentali sulla Biodanza

La realizzazione di progetti sperimentali sulla Biodanza, come quello che si è svolto in Germania presso la facoltà di Bioscienze e Psicologia dell’Università di Lipsia, di seguito riportato, o come quello eseguito in Italia dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute della Sapienza Università di Roma, rappresentano delle vere e proprie sfide essendo tali indagini molto onerose in termini di tempo, denaro e lavoro. E’ necessario il sostegno finanziario di università, fondazioni indipendenti o associazioni di categoria (Stuck & Villegas, 2008). Grazie all’impegno e alla perseveranza di alcune componenti all’interno del mondo della Biodanza è stato possibile ottenere diversi risultati soddisfacenti in termini di ricerca scientifica e di progetti in ambito riabilitativo e di promozione della salute.


STUDI SPERIMENTALI SUGLI EFFETTI DELLA PRATICA DELLA BIODANZA. FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E PSICOLOGIA DELL’UNIVERSITÀ DI LIPSIA.

Si tratta del primo progetto importante in ordine di tempo in riferimento alla Biodanza, è una ricerca sperimentale complessa in quanto si è svolta i due fasi differenti e comprende anche i risultati di alcuni dottorati di ricerca in tipologie di gruppi differenti.
Tutte le ricerche sono pubblicate nel testo di Stuck e Villegas (2008) e di seguito riassunte.

Nel 1997 Alejandra Villegas (Argentina) e Markus Stuck (Germania) insieme ai direttori della scuola di Biodanza di Buenos Aires Raul Terren e Veronica Toro sviluppano il progetto di studio dei meccanismi di psicologia e medicina dello stress relativamente al Sistema Biodanza. Il progetto sperimentale è stato seguito dalla facoltà di Bioscienze dell’Università di Lipsia e dal 2003 vi ha preso parte anche il Zentrum fuer Bildungsgesundheit di Lipsia. Vi hanno collaborato anche la Facoltà di Psicologia dell’Università e l’Istituto di Immunologia di Lipsia, l’Istituto di ricerca sullo Stress di Berlino, la Facoltà di Psicologia dell’Università Abierta Interamericana di Buenos Aires Argentina e il Mozarteum – Centro di Ricerche Musicali di Salisburgo.
Il progetto si è svolto in due fasi, 1998-1999 a Buenos Argentina e 2001-2003 a Lipsia e Colonia, in Germania hanno partecipato più di 400 persone (rispettivamente 150 e 250 nelle due fasi). Sono stati adottati modelli di controllo con altre discipline (yoga, aerobica). Lo studio ha analizzato con diversi parametri psicologici, fisiologi, immunologici ed endocrinologici diversi gruppi di partecipanti a gruppi settimanali di Biodanza (potevano avere la durata di dieci incontri oppure di nove mesi con 4 incontri mensili) e di partecipanti a seminari intensivi di due giorni.
In seguito sono stati avviati altri studi su gruppi di pazienti in psicoterapia, di insegnanti di scuola e gruppi di anziani residenti in casa protetta in Germania. Sono stati studiati modelli dell’attivazione del sistema simpatico, processi di regolazione del sistema neuro emozionale e i sistemi di protezione del sistema vegetativo-emozionale che hanno evidenziato significativi miglioramenti dell’umore e della vitalità. Gli effetti della pratica della Biodanza sui sistemi immunologici ed endocrinologi dei partecipanti (tramite la rilevazione dell’immunoglobulina secreta e dei leucociti, anticorpi e di ormoni come il cortisolo, l’adrenalina, corticotropina, adrenocorticotropo) forniscono interessanti indicazioni sul potenziamento del sistema immunitario. Ulteriori indagini sono state eseguite mediante test su effetti psicologici e fisiologici utilizzando questionari su cambiamenti comportamentali ed esperienziali oltre a test di rilassamento in tre fasi e test su pressione sanguigna, resistenza della pelle (HMEM) monitorata per 48 ore, test quest’ultimo integrato a un questionario e a scale di rating per la valutazione della condizione rilevata. Sia in Germania che in Argentina sono stati registrati effetti significati che indicano un interessante miglioramento del sistema immunitario (aumento dell’ Ig) oltre a una positiva attivazione del sistema cardio-circolatorio.
I ricercatori hanno sintetizzato i seguenti rilevamenti:
Riduzione di sintomi psicosomatici
Aumento di rilassamento e distensione
Aumento dell’ottimismo
Aumento dell’autoefficacia percepita
Migliore regolazione della rabbia
Miglioramento delle competenze socio-affettive
Diminuzione degli stati depressivi
Cambiamento delle visioni future
Aumento della capacità di abbandonarsi alla vita
Aumento della sensibilità musicale.


Riferimenti bibliografici e sitografici:

Stuck, M., & Villegas, A., (2008). La salute attraverso la danza? Ricerche empiriche
sulla Biodanza. Milow: Schibri-Verlag.

http://www.biodanzaitalia.it/content/studi-sperimentali-sugli-effetti-pratica-biodanza

domenica 1 giugno 2014

USA contro John Lennon

Il film è un documentario sul periodo dell'attivismo politico di John Lennon, soprattutto negli anni che vanno dal 1966 al 1976 e si costituisce di numerose interviste a parenti, amici, collaboratori o autorevoli opinionisti. La prima parte del documentario descrive brevemente le origini familiari del cantante, sostenendo che siano state la base per le sue idee ribellistiche ed anti-autoritarie.
La seconda parte, sicuramente più approfondita, descrive non solo le eclatanti proteste per la pace fatte da Lennon e sua moglie Yoko Ono ma pure le continue "pressioni" da lui subite da parte dell'amministrazione Nixon affinché lasciasse gli USA.

(Mancano alcuni minuti iniziali)




U.S.A. contro John Lennon (The U.S. vs John Lennon)
Dalla seconda metà degli anni sessanta negli Stati Uniti, come è noto, si svilupparono numerosi movimenti antagonisti contrari all'establishment e alla sua espressione più odiosa, costituita dall'intervento armato in Vietnam e successivamente in Cambogia. Uno degli esponenti più scomodi per l'amministrazione Nixon non era altri che John Lennon, membro dei leggendari Beatles. Ad un certo punto della sua carriera artistica Lennon prese coscienza del suo potere di comunicazione e scelse consapevolmente di utilizzare il suo mito per fare la differenza, per accendere le coscienze risvegliandole di fronte all'inutilità di una guerra che non si poteva vincere.

Il documentario di David Leaf e John Scheinfeld, molto classico nella struttura e nel modo di argomentare, illustra gli effetti che la permanenza negli Stati Uniti di John Lennon ebbe sul movimento pacifista e della lotta che l'establishment mosse contro di lui per espellerlo in quanto persona non grata. Vengono usate molti filmati di repertorio, alcuni di qualità molto scadente, quasi a rimarcarne il valore documentale ed inoltre vengono intervistati i protagonisti di quegli anni, dal leader delle Black Panthers Bobby Seale fino a Noam Chomsky, passando per agenti del FBI attivi durante quegli anni durissimi, fatti di intercettazioni telefoniche, pedinamenti ed altri espedienti al di là della legge, tutti usati per screditare chi poteva scuotere le coscienze dal conformismo nixoniano. Già ai tempi di "Revolution" si era capito che Lennon era ad una svolta, ma il vero capolavoro, diventato poi inno dell'antimilitarismo, era "Give peace a chance", date un opportunità alla pace, la cui portata viene giustamente paragonata a "We shall overcome", inno di Peter Seeger composto in onore delle lotte per i diritti civili.

Il John Lennon che emerge dal documentario di Leaf-Scheinfeld è lontano dal Guru trasmesso dalla tradizione posteriore alla sua tragica scomparsa avvenuta nel dicembre del 1980, ed anzi ne viene sottolineata la grande umanità, quasi ai limiti di un'ingenuità fanciullesca. Yoko Ono viene rappresentata come una figura di grande importanza ma complementare nella vita del musicista, lontana dalle sfumature sinistre che l'hanno caratterizzata nella coscienza dei fan e dei media. È un film che non aggiunge forse nulla di nuovo al personaggio e alla storia degli Stati Uniti, ma che vale la pena vedere, per vivere o per riguardare da una prospettiva differente quegli anni frenetici sospesi tra prepotenza del sistema e coscienza civile. Una frase erroneamente attribuita a Thomas Jefferson recita "il prezzo della libertà è l'eterna vigilanza", ed è questo il vero messaggio perpetuato da Lennnon, che può essere passato alle generazioni successive anche attraverso le gesta di un musicista.

La frase: "Pace. Devi venderla perché la casalinga possa pensare: 'c'è la pace c'è la guerra': allora sono due prodotti".

Mauro Corso